LA PAROLA DEL DIRETTORE DI GRAFFITIS

Cari giovani dell’ITIS, Non è facile credere alla possibilità di un cambiamento della vita nell’attuale società e nel mondo globalizzato. Il Natale rilancia la speranza di poter scrivere pagine nuove di storia, con l’alfabeto della pace e dell’amore. Il Natale è radice del futuro, inizio di rinnovamento, seme di buoni frutti per tutti. Il giardino sostituisce il deserto. Parole come “diritto, giustizia, tranquillità, sicurezza e pace” sono sempre di grande attualità, perché desiderate dal cuore di ognuno e non negoziabili.

Con il Natale la svolta della storia non comincia dai centri del potere culturale, finanziario o politico, ma da una scena di vita familiare, umile e semplice. Puntate su quanto di buono trovate in voi stessi. Diventate pazienti, sorridenti. Accendete parole di pace, di bontà e abbandonate le parole di guerra, di rabbia, le parole che mordono e feriscono. Fate agli altri ciò che volete sia fatto a voi. Aiutate gli altri. Ascoltateli. Cercate il bene e realizzatelo. Il vostro mondo sarà pieno di luce, il mondo intero risplenderà dell’opera di luce che ogni ragazzo, ogni uomo, ogni donna, compie. Prepariamo il cuore e la vita con azioni luminose per il Natale che viene. Concludo proponendovi un pensiero di Tonino Bello (1935-1993), fu pastore mite e protettore dei poveri, degli immigrati e degli ultimi, che ospitò a casa sua. Il suo impegno per la promozione della pace, della non violenza, della giustizia, della solidarietà lo rendono ancora oggi tra i più audaci profeti dei nostri giorni. “La pace è soprattutto etica del volto. Un volto da scoprire, un volto da contemplare, un volto da accarezzare: quanto sarebbe bello che noi riscoprissimo questi segni. Questa è la pace: ricerca del volto. Il volto dell’uomo con la sua individualità, con la sua esplosiva ricchezza spirituale e umana, con la sua irripetibile valenza. Se non fai così, è ancora notte, anche se il sole è alto nel cielo.”. Buon Natale di vero cuore a voi studenti e studentesse dell’ITIS, alle vostre famiglie, ai professori, alle professoresse, al personale tutto della nostra Scuola.

Professore Ezio Giovanni Mondino

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