ITIS Delpozzo Cuneo
Gestione:      
MAD - Messa A Disposizione PON - Fondi Strutturali Europei  
  • Home
  • Notizie
  • L'ITIS Delpozzo e Hackability insieme per una progettazione inclusiva.

Mini-storia della 5^B del 1961 dell’ITIS Delpozzo

1B61Correva l’anno 1961 ed una trentina di giovani di belle speranze si iscrivevano al primo anno di I. T. I. S. a Cuneo. (foto accanto). 

Era il primo anno in cui l’Istituto era diventato un’istituzione autonoma, per i primi 2 anni era una sezione distaccata dell’Avogadro di Torino, ed era situato in un condominio senza aree interne. Il professore di inglese si era appena comprato la macchina (una Fiat 600) e ogni tanto scendeva dalla predella per andare a vedere dalle finestre se era ancora giù in strada: aveva paura la rubassero!

Dopo il primo ed il secondo anno dovemmo scegliere la specializzazione: chimica o elettrotecnica, che venne scelta da tutti ad eccezione di uno.

Tra vari susseguirsi di professori ed insegnanti dei vari laboratori passarono 3 anni di studi duri ma spensierati: erano proprio i laboratori i luoghi preferiti per realizzare scherzi tra noi. Più aumentavano le conoscenze tecniche più si evolvevano gli scherzi che, in alcuni casi, coinvolgevano, loro malgrado, alcuni professori.

4B64Arriviamo al 1965/66: l’anno della maturità. (foto sotto, in tuta da lavoro).

Era giugno e faceva molto caldo: sia come temperatura che come strizza per gli esami;parecchi di noi si tagliarono le “beatlesiane” zazzere per fare bella impressione davanti alla commissione d’esame lasciando trasparire delle nuche bianche che si vedeva chiaramente fosse stato fatto ad hoc.

Passata la maturità (rimasti in 24) decidemmo di trovarci ogni anno per un pranzo insieme e per ricordare quei tempi. Inizialmente, per circa 30 anni, tutto funzionò bene, ma poi, ognuno prese la propria strada e ci perdemmo di vista.

Nel 2016, in occasione del cinquantenario del diploma, provammo a cercarci per ristabilire questa tradizione e per vedere come eravamo diventati ;con i vari mezzi di oggi (internet , facebook etc. ) in un paio di settimane ci rintracciammo tutti (ad eccezione di 1 compagno che ci ha lasciati anni fa) e decidemmo una rentrée un sabato all’I. T. I. S. .

Dopo aver avvisato gli organi della scuola, ci venne riservata un’accoglienza strepitosa, con foto di rito ed una visita ai laboratori attuali ed all’istituto (cresciuto sia in numero di classi che di specializzazioni);il ritrovo si è concluso con il solito pranzo al ristorante.

Della nostra classe faceva pure parte un futuro scienzato: Gardini Bruno, il secondo in alto a sinistra nella foto accanto. In seguito, laureatosi in ingegneria al Politecnico di Torino, è divenuto Project Manager di diverse missioni dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), tra cui le missioni Rosetta ed ExoMars.

La missione Rosetta, conclusasi nel Settembre 2016, ha portato una piccola sonda, Philae, ad atterrare per la prima volta nella storia, sul nucleo di una cometa(67P-Churiumov-Gerasimenko). La missione ExoMars comprende un primo satellite, lanciato nel marzo 2016 e adesso in orbita attorno a Marte; comincerà a raccogliere dati scientifici sull’atmosfera di Marte dal Marzo 2018. La seconda missione, con lancio previsto nel 2020, è dedicata alla ricerca di tracce di vita, presente o passata, sulla superficie del pianeta. Atterrata sul pianeta, una Rover dotata di una trivella, preleverà campioni di rocce dal sottosuolo di Marte, evitando gli strati superficiali che sono sterili a causa delle radiazioni e dell’ambiente ossidante di Marte.

 Intervista al Dr. Ing. Bruno Gardini

  • Quali ricordi ha degli anni trascorsi nel nostro Istituto di Cuneo?

Dopo tanti anni rimane molta nostalgia, ma il ricordo che mi ha sempre accompagnato è stato l’entusiasmo di quegli anni e l’orgoglio un po’ pionieristico di far parte di un Istituto nuovo e diverso, molto “tecnico”. Forse questo accadeva, anche per un po’ di antagonismo verso scuole più antiche e affermate come il Bonelli o il Liceo, benché questo fosse evidente solo in occasione dei campionati provinciali di atletica, dove per diversi anni gli atleti dell’ITIS stravincevano regolarmente.

In quegli anni il diritto allo studio non era una cosa scontata, per molti di noi studiare era un’opportunità preziosa da non sprecare e richiedeva un grande impegno, anche alle nostre famiglie. Questo creava una grande solidarietà nella classe e nell’Istituto. Ho poi avuto la grande fortuna di aver incontrato all’ITIS dei compagni di classe straordinari, con alcuni dei quali siamo rimasti amici fino a oggi. Tra questi: Luigi Lerda, Franco Giraudo, Claudio Lovera e Carlo Mattei che sono poi diventati insegnanti dell’ITIS.

L’ultimo ricordo dell’ITIS è anche di un corso di studi molto pesante, con tantissime ore ma, questo, oggi è molto meno importante.

  • Quanto ha contribuito la formazione all’I. T. I. S. per il Suo lavoro attuale?

L’ITIS mi ha dato una formazione professionale di primo ordine. In questo devo un grazie in particolare al mio insegnante di meccanica di allora, l’Ing. Luigi Bruno. Un grandissimo insegnante! Ci introdusse al calcolo differenziale, allora assolutamente fuori programma, per la soluzione di problemi di meccanica. Da lui ho imparato a pensare in termini tecnici e matematici. Ricordo ancora che sviluppammo assieme, come esercizio, l’equazione di una catenaria, alcune equazioni sul calore e la legge di propagazione del suono in un gas…ma non so più come!

  • Quando è nata la passione per l’ingegneria aerospaziale?

Devo dire che il mio interesse per lo spazio si è manifestato molto tardi. Da ragazzo la mia passione erano la fisica e la matematica e sognavo di diventare uno scienziato - poi ho deciso per il Politecnico ma, sempre, con il sogno di fare, in qualche modo, della ricerca. Le prime imprese spaziali come lo Sputnik e l’atterraggio del primo uomo sulla luna, visto in un bar di Corso Duca degli Abruzzi, mi avevano interessato, ma non convinto. Il vero punto decisivo e stata la mia esperienza di lavoro in Olanda a contatto diretto con i progetti e la tecnologia spaziale. L’esperienza di lavoro in Germania e’ poi stata fondamentale nella mia vita professionale.

  • Può presentare il progetto riguardante l’esplorazione dei pianeti del Sistema Solare al quale lavora dal 2001 all’ESA?

Alla fine 2000, inizio 2001 all’ESA ci stavamo chiedendo cosa fare nel futuro, i programmi tradizionali, come la Stazione Spaziale, i Programmi Scientifici e di Osservazione terrestre, il Lanciatore Ariane, etc. sembravano avviati secondo linee ormai stabilite (anche se, nello spazio, la routine non esiste mai!) e volevamo qualcosa di nuovo. In campo internazionale l’interesse per Marte stava crescendo e cosi abbiamo cominciato a pensare a una missione umana verso il pianeta rosso. Ovviamente ci siamo resi conto quasi subito che con le tecnologie attuali ci sarebbero voluti molti decenni, prima di poter fare qualcosa di concreto. Nello stesso tempo, dopo molti anni di silenzio a causa dei risultati negativi delle missioni Viking, la questione se esiste o no una qualche forma di vita su Marte stava ritornando di attualità. Cosi abbiamo messo assieme un programma di esplorazione chiamato “Aurora” in cui si univano sviluppi di tecnologie molto avanzate e missioni robotiche da implementare in un futuro più immediato. In questo ambito sono nate le missioni ExoMars, dedicata alla ricerca di tracce di vita e il Mars Sample Return, per riportare campioni di rocce marziane sulla terra (senza contaminare il nostro pianeta!)

  • Che consigli darebbe ad uno studente dell’I. T. I. S. che coltiva i suoi stessi interessi?

Non molto originale, ma la risposta e’ una sola: STUDIARE sodo! Gli anni delle scuole superiori, infatti, sono fondamentali per lo sviluppo professionale, forse quanto l’università se non di più. Soprattutto, oggigiorno una buona base tecnica e matematica e’ indispensabile in qualunque professione. Dopo di che è importante capire cosa veramente ci interessa fare nella vita, perché altrimenti 8 ore di lavoro al giorno possono essere molte lunghe. Se questo è lo spazio, ben venga. In tal caso, dopo il Politecnico o l’università, la cosa migliore sarebbe un periodo di perfezionamento e di pratica in un’industria aerospaziale, magari anche all’estero, anche se non indispensabile.

Come conclusione, rivedendo la mia esperienza di questi 50 anni passati, vorrei invitarvi a guardare al futuro con ottimismo. Crisi economiche o no, le professioni nel campo tecnico - scientifico sono dopotutto la base produttiva di ogni economia moderna e ci sono oggi molte possibilità che, forse, allora noi non avevamo; fatene buon uso e vivete la vostra vita con entusiasmo.

Ecco, nella foto seguente, il raduno del 2016 davanti alla scuola con alcuni professori ( D’Agostino Roberto lab. , Marangio Francesco educ. fisica, Mauro Vito elettrotecnica, Prelato Ada matematica, Suffanti Salvatore lab. ) di allora ed i “ragazzi della V° B ”con i loro “cambiamenti” nell’arco di mezzo secolo:I compagni oggi Il 27/05/2017 ci ritroveremo per continuare la tradizione dopo aver partecipato la sera del 23 alla conferenza tenuta, presso l’I. T. I. S. di Cuneo, da Bruno Gardini su “Alla ricerca delle origini della vita nel sistema solare” con approfondimenti sul progetto Rosetta (ormai concluso) ed ExoMars.

 

Stampa


  • Registro
    Registro Elettronico
  • Moodle
    E-learning Center
  • ECDL
    ECDL
  • amm
    Amm. Trasparente
  • Albo Online
    Pubblicità legale
  • Meteo
    ITISweather+

Utilizziamo i cookie per migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi avere ulteriori informazioni o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la privacy policy.

Accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information